Difficile dire chi sia Massimo Piombo. Nel testo che segue, una persona che lo conosce molto bene, e che con lui ha condiviso le origini di una strada così irregolare e unica, ha voluto inviarci un ritratto che crediamo sia giusto condividere.

Buona lettura.

DOVE SI NASCONDE
MASSIMO PIOMBO?

GURU, IRCOCERVO, GENIO BIZZARRO… MASSIMO PIOMBO, DA ANNI, ATTIRA A SÈ APPELLATIVI COME LA LUCE ATTIRA LA POLVERE. DIFFICILE ATTRIBUIRGLI UNA ETÀ; A VOLTE È UN VECCHIO SAGGIO A VOLTE UN RAGAZZINO IN BILICO SULLA STRETTA BANCHINA DELLA FOLLIA. IL SUO PENSIERO VA NETTAMENTE OLTRE LA SUA ISTRUZIONE E CIÒ PRODUCE MOSTRI, IDEE COME URAGANI; TROPPE LE OPPORTUNITÀ SOFFIATE DA QUESTO VENTO PER ESSERE POI SFRUTTATE TUTTE APPIENO. E QUESTO, SIN QUI, SEMBREREBBE QUASI UN BENE.
MASSIMO VORREBBE SOLO VESTIRE IL SUO CERVELLO E QUELLO DEGLI ALTRI E FORSE ODIA QUESTA PUR NECESSARIA CARROZZERIA CHE LE PERSONE CHIAMANO ABITI E CHE A LUI PROVOCANO L’ORTICARIA. PER QUESTA RAGIONE, FORSE, LE SUE CREAZIONI SI ALLONTANANO DA LUI COME UN FENOMENO REPULSIVO IRREVOCABILE SI ALLONTANA DA CHI HA AVUTO UN INVALICABILE TRAUMA.
PIOMBO UN GIORNO È FAMOSO COME UN ASTRONAUTA E L’ANNO DOPO NESSUNO LO CONOSCE. POI, CON STREPITOSA FACILITÀ, RISALE DAL NULLA PER SEDERSI LÌ, DOVE GIÀ ERA STATO. PIOMBO NON INTENDE SCENDERE A PATTI COL PASSATO O COL FUTURO. IL SUO RIFERIMENTO SI MUOVE SU LINEE OSCILLANTI
CHE NON GUARDANO MAI INDIETRO O AVANTI. QUESTA SORTA DI IMMOBILISMO, CHE POTREMMO DEFINIRE COMUNQUE DINAMICO, FA SÌ CHE NON ESISTANO COLLEZIONI PIOMBO DATABILI: MASSIMO, INFATTI, RIPETE OSSESSIVAMENTE E ANCHE FELICEMENTE, DA TRE DECENNI, SEMPRE LO STESSO MANTRA TIBETANO CHE SIA GIACCA, CAMICIA O CRAVATTA: LA MATTINA HA L’ORO IN BOCCA.
NESSUNO POTREBBE MAI ASSEGNARE AD UN DETERMINATO CAPO “PIOMBO” UN ANNO DI RIFERIMENTO, UN LUOGO, UNA DATA. UNO SHOW. FORSE ESISTE SOLO UN SEGNO, UN’ORMA, UN’IMPRONTA, UN FLASH, UNA POLAROID. VESTIRE PIOMBO È UNA AVVENTURA PERICOLOSA. UNO STRANIAMENTO. UN LUNGO VIAGGIO CHE AVVIENE SENZA MUOVERSI. UNA ESPERIENZA VUOTA E PIENA CHE NON FINISCE. PER TROVARE PIOMBO SENZA FATICA SAREBBE UTILE AVERE UN RABDOMANTE IN FAMIGLIA.

Marco Mottolese – LUGLIO 2018

ABOUT

Massimo Piombo nasce in Liguria, regione che da sempre può ispirare sia alla stanzialità che al nomadismo. Nei primi anni della sua vita, studiando, Massimo Piombo si è ispirato alla prima delle modalità e fino ai 18 anni si è trattenuto dal lasciare il mare ligure, applicandosi alla sua passione, l’architettura e al suo hobby, la letteratura romantica.

Il primo viaggio importante avviene dopo la maggiore età: la Scozia è una rivelazione. Al ritorno viene affittato un enorme hangar all’interno del quale, coordinati da Massimo, ragazze e ragazzi iniziano a immaginare la Piombo del futuro. Nascono i primi negozi retail, Massimo scrive di moda e di vita sui giornali, il suo nome si fa strada velocemente. Milano diventa la sua seconda casa e, alla fine degli anni ’90, Piombo è già marchio noto con un giro di affari coerente.

Nel frattempo continuano i viaggi frenetici alla ricerca del graal, della idea unica, delle persone che possono unirsi al progetto.

Massimo frequenta intellettuali, giornalisti, corre da un capo all’altro dell’Europa. Le sue giacche vestono coloro che contano. A New York Barneys lo chiama per dare forma alle loro mitiche vetrine.

Con una frenetica sequenza Massimo da alle stampe, agli inizi degli anni ’90, piccoli libri di “cult”, quali “Tagli di Piombo”, scritto a sei mani con Barbara Alberti e Vittorio Sgarbi, e poi la serie (ormai rarissima) “Dettagli di Piombo”, con copertine intonate ai colori dei famosi stand di Pitti Immagine. Libri ormai introvabili che all’epoca fecero scuola, come testi recuperati e come esempio di marketing illuminato. Ci saranno ancora libri fotografici, piccoli film ispirazionali. Mostre di fotografia. Sempre a cavallo tra l’utile e il dilettevole.

Nel 2017 l’incontro con OVS gli permette di immaginare finalmente di poter davvero vestire quelli che contano: più o meno tutti.

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